La diversità negli uccelli, adattamento ai diversi cibi, biodiversità, competizione interspecifica e migrazione
scuolafiorelli /di Francesca Cassandro
Secondo studi recenti eseguiti da scienziati australiani, gli uccelli migratoti di tutto il mondo, vivono continuamente sotto la minaccia dell’estinzione. Quando noi affrontiamo l’argomento della biodiversità e dell’adattamento ai diversi ambienti, non dobbiamo ragionare considerando il mondo degli uccelli come degli “abitanti” di una sola porzione di terra, ma dobbiamo confrontarci con una specie animale capace di percorrere anche migliaia di chilometri nel corso della propria vita. Ciò vuol dire che questi esseri oggi risiedono magari nel nostro Paese, ma a secondo del clima, si spostano anche in altri continenti spinti dalla ricerca di cibo o dalla necessità di nidificare in ambienti più caldi,
Alla luce di tutte queste considerazioni, ci rendiamo conto che un uccello migratore ha bisogno di essere pertanto tutelato durante tutto il proprio percorso di vita che può essere più o meno lungo. L’uomo in questo ecosistema gioca un ruolo principale poiché, con il proprio comportamento, condiziona indirettamente l’ambiente circostante favorendo o meno la competizione interspecifica.
Un uccello “tipo” ha bisogno di moltissime aree geografiche diverse per procurarsi cibo, riposo e nidificare. Dal primo all’ultimo volo, l’uccello compie un percorso che spesso termina nel continente opposto a quello di partenza. Tale viaggio potrebbe essere interrotto in qualsiasi momento dal comportamento scorretto dell’uomo, ecco perché, noi dobbiamo salvaguardare natura ed ecosistema.
La Competizione interspecifica
Abbiamo accennato prima alla Competizione interspecifica, vediamo ora più precisamente cos’è.
Per competizione interspecifica si intende il comportamento di due popolazione che si “contendono” la stessa risorsa: spazio, cibo, luce. Se la risorsa non è sufficiente a garantire la sopravvivenza ad entrambe le popolazioni, il risultato è una riduzione nella fertilità, nella crescita, e dunque nella sopravvivenza di una o più specie.
Questa competizione può esistere tra individui della stessa specie o di razze diverse anche se la competizione si verifica nella maggior parte dei casi tra specie che hanno esigenze e modi di vivere simili ma appartenenti a generi diversi. Cercare di sopravvivere in habitat simili può portare all’esclusione di una delle due popolazioni, nel caso in cui le nicchie ecologiche e quindi le esigenze siano uguali.
La convivenza è possibile dunque solo se due specie sono in grado di diversificare le loro nicchie (abitudini) per evitare la sovrapposizione totale, altrimenti una delle due sarà destinata all’estinzione.
La competizione può essere anche intraspecifica e si ha quando i membri della stessa specie hanno la necessità di fare uso della stessa risorsa di un ecosistema, ad esempio un territorio o dei luoghi dove costruire i nidi.
Competizione per interferenza
Ciò accade quando tra individui è in atto un’aggressione, quando un individuo interferisce con altri individui per accaparrarsi cibo per la sopravvivenza, per assicurarsi la riproduzione, o per stabilirsi in un’area di quell’habitat.
Competizione per lo sfruttamento
Accade indirettamente quando una risorsa illimitata per esempio quando vi è scarsità di cibo o di spazio. Competizione apparente. Ciò si manifesta in direttamente quando due specie sono preda di un predatore comune. In tal caso ogni specie tenterà di conquistare lo spazio dei predatori.
Minacce alla biodiversità in Italia
In Italia sono presenti centinaia di specie di uccelli nidificanti. Il nostro paese è un’importantissima area di sverna mento per molte specie che si riproducono soprattutto nelle aree settentrionali dei Europa. Nelle zone umide, la cui presenza e buona qualità dell’ambiente sono legate le sorti di numerosissime specie avicole.
E vero che l’Italia ha un enorme ricchezza e in biodiversità purtroppo però, essa è messa in grave pericolo da alcuni fattori come: densità di popolazione, estensione urbanistica del territorio, intenso di sboscare mento delle aree più fertili. Ma ciò che mette in particolarmente pericolo la biodiversità in Italia è il comportamento criminale dell’uomo che attraverso incendi, abusivismo edilizio, bracconaggio, inquinamento e tanti altri reati commessi a danno della natura, compromette seriamente e pericolosamente ogni giorno la vita di tantissimi animali.
Curiosità sui flussi migratori
Gli spostamenti degli uccelli avvengono sorvolando terra e mare per trovare rifugio quando cambiano le stagioni. La “Pittima minoredi” compie 10.000 chilometri, mentre il “relè”annuale delle sterne artiche percorre addirittura una distanza equivalente tre volte la distanza Terra-Luna. Circa 1.324 specie di uccelli migratori su 1451 non vengono protetti a sufficienza durante la loro migrazione e 18 specie non hanno nessuna protezione.
Attualmente al mondo esistono 10.000 specie viventi mentre 120/130 specie si sono estinte per la legge della “seleziona naturale” o a causa dell’uomo.
Molti tipi di uccelli si sono adattati a vivere sia sulla terra che sugli oceani, colonizzando letteralmente l’acqua, un esempio sono i pinguini. Altri uccelli sono diventati domestici.
Sebbene gli uccelli presentino più o meno tutti le stesse caratteristiche anatomiche, essi hanno caratteristiche che li aiutano a vivere nell’habitat in cui si trovano.
I predatori ad esempio hanno becchi ricurvi per strappare la carne dalle carcasse degli animali, i “colibrì”, invece, hanno il becco lungo ed affusolato per arrivare al nettare del fiore mentre le “spaole” hanno un becco che permette di filtrare l’acqua e procurarsi il cibo. Tutti gli uccelli sono alati e omenotermi (cioè capaci di mantenere la temperatura corporea costante). Le dimensioni degli uccelli vanno dai 5cm del colibri ai 2,7 metri dello struzzo. Le piume sono comuni a tutti gli uccelli e fungono da isolante termico ma nei cigni, anatre, oche ecc servono anche per rendere impermeabile dall’acqua.